Siti Campus

I LUOGHI DELLA SPERIMENTAZIONE E GLI OBIETTIVI DELLE ATTIVITÀ PROGETTUALI 

Il Campus prevede l’elaborazione di analisi e proposte progettuali sui siti di Agrigento e di Zaghouan in connessione con i rispettivi contesti urbani e territoriali.

IL SITO ARCHEOLOGICO DI ZAGHOUAN 

Il sito (a circa 100km a sud di Tunisi) è sede del famoso acquedotto romano che giungeva fino a Cartagine. L’area archeologica non è attualmente delimitata ufficialmente nella sua totalità. Un’associazione culturale gestisce in autonomia il parco. Non è stato ancora accettato come sito UNESCO. 

Tema: prodotti preliminari alla redazione di Linee Guida per la valorizzazione del Caso Studio (in vista di un futuro Piano di Gestione del sito). 

L’articolazione degli obiettivi e delle attività di progettazione su Zaghouan saranno a cura dell’Università di Tunisi (Responsabili: A. Fenina, F. Karrhat). 

IL PARCO ARCHEOLOGICO E PAESAGGISTICO DELLA VALLE DEI TEMPLI 

OBIETTIVI DELLE ATTIVITÀ PROGETTUALI 

Il Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi, istituito, come ente autonomo, con la Legge Regionale 20/2000 e sito iscritto nella WHL UNESCO “L’Area Archeologica di Agrigento” e coincidente con il perimetro della zona A definita dal decreto ministeriale Gui-Mancini del 16 maggio 1968 “Determinazione del perimetro della Valle dei Templi di Agrigento, delle prescrizioni d’uso e dei vincoli di inedificabilità” (circa 1400 ha). La buffer zone coincide con la zona B del Decreto del Presidente della Regione Sicilia del 16 giugno 1991 “Delimitazione dei confini del Parco archeologico della Valle dei Templi di Agrigento”. 

Oggetto delle sperimentazioni del Campus ad Agrigento sarà l’elaborazione di un progetto integrato di valorizzazione del patrimonio capace di generare, con un approccio reticolare, una stretta integrazione tra il sito archeologico, la Valle e il suo paesaggio e il sistema urbano e territole (ordinamento scientifico di visita, relazioni culturali e tematiche di sistema a scala regionale, nazionale e internazionale, ricostruzione di percorsi materiali e immateriali di fruizione del territorio, etc.). 

In particolare le analisi saranno orientate: 

- alla lettura delle relazioni funzionali e paesaggistiche esistenti tra il sito archeologico, la Valle, il contesto urbano e territoriale e la buffer zone Unesco; 

- alla comprensione dei contenuti del Piano di Gestione (in merito alle misure di protezione, al sistema di gestione, alle strategie di valorizzazione) e alle eventuali necessità di aggiornamento e adeguamento; 

- alla comprensione dei contenuti del Piano del Parco e del Piano Regolatore di Agrigento con particolare attenzione alle loro necessarie integrazioni. 

Durante le attività di laboratorio il programma prevede dei seminari di approfondimento mirati al confronto con la dimensione della conservazione e della valorizzazione del patrimonio archeologico e paesaggistico e del progetto urbano, oltre ad attività pubbliche (Forum) volte all’interazione tra i gruppi di lavoro con la popolazione locale e alcuni portatori di interesse del territorio. 

Le analisi del sito e le opzioni progettuali proposte si baseranno anche sui sei criteri individuati dall’UNESCO per l’iscrizione nella WHL, i quali, in maniera differenziata, costituiranno la base concettuale su cui fondare l’approccio integrato alla conservazione e valorizzazione. 

Di seguito si ricordano i sei criteri: 

1. rappresentare un capolavoro del genio creativo dell’uomo; 

2. mostrare un importante interscambio di valori umani, in un lungo arco temporale o all’interno di un’area culturale del mondo, sugli sviluppi nell’architettura, nella tecnologia, nelle arti monumentali, nella pianificazione urbana e nel disegno del paesaggio; 

3. essere testimonianza unica o eccezionale di una tradizione culturale o di una civiltà vivente o scomparsa; 

4. costituire un esempio straordinario di una tipologia edilizia, di un insieme architettonico o tecnologico, o di un paesaggio, che illustri uno o più importanti fasi nella storia umana; 

5. essere un esempio eccezionale di un insediamento umano tradizionale, dell’utilizzo di risorse territoriali o marine, rappresentativo di una cultura (o più culture), o dell’interazione dell’uomo con l’ambiente, soprattutto quando lo stesso è divenuto vulnerabile per effetto di trasformazioni irreversibili; 

6. essere direttamente o materialmente associati con avvenimenti o tradizioni viventi, idee o credenze, opere artistiche o letterarie, dotate di un significato universale eccezionale. (Il Comitato reputa che questo criterio dovrebbe essere utilizzato in associazione con altri criteri). 

Gli output richiesti ai gruppi di lavoro saranno così articolati: 

1. una strategia di valorizzazione integrata del sito che agisca sui valori materiali e immateriali, nonché sulle relazioni con i sistemi insediativi di contesto e sulle relazioni paesaggistiche; 

2. un sistema di norme volte ad integrare le disposizioni in materia di tutela, conservazione e valorizzazione attiva del sito; 

3. un sistema di linee guida per il sito Unesco, volto ad integrare la dimensione della gestione e della governance territoriale del sito con particolare attenzione all’implementazione dei processi di partecipazione e all’armonizzazione tra i contenuti del Piano di Gestione, del Piano del Parco, del Piano Regolatore di Agrigento e di altri eventuali strumenti di pianificazione; 

4. un dispositivo progettuale di una porzione del sito, o di un edificio, o una componente paesaggistica che potenzi la dimensione della valorizzazione culturale e della fruizione sociale del sito (ad esempio: un visitor center, un percorso pedonale di connessione sulla Valle, uno spazio pubblico a forte capacità connettiva un living lab archeologico per la fruizione innovativa del sito, etc.).